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Ecomondo: Una fiera strategia

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Ecomondo, la fiera dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale, è il primo grande evento dopo un tempo bloccato nelle relazioni, ma non nel progresso, che si è mostrato in tutta la sua fierezza.
Ecomondo: Una fiera strategia
Ecomondo è la fiera dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale.

Passi, brusii e rumori di voci fanno da tappeto sonoro a delle scene che non sembrano reali. 

Senza alcuna canzone ad accompagnare le immagini, riusciamo ad emozionarci comunque. 

La vita è tornata ad appartenerci.

La folla, persone che si muovono in uno stesso spazio e che si incontrano, seppur con un po’ di titubanza, è la protagonista di questo nuovo film.

Sì perché ci è sembrato di essere spettatori davanti a qualcosa che non stavamo vivendo.

Invece, dopo qualche minuto, ci siamo resi conto che non eravamo davanti a uno schermo, ma a teatro, pronti a interagire, a sorridere, ad applaudire e a sentire il calore della presenza. Noi eravamo parte di quella folla, sopra al palcoscenico della rinascita.

E questo teatro non poteva che essere Ecomondo, la fiera dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale.

Il primo grande evento dopo un tempo bloccato nelle relazioni, ma non nel progresso, che si è mostrato in tutta la sua fierezza.

Un progresso che vuole dare una seconda possibilità al mondo al quale apparteniamo e che ci ospita. Questo siamo: ospiti. Come tali abbiamo delle piccole regole di buon senso da osservare, prima tra tutte quella del rispetto.

Dopo secoli di sfruttamento godereccio delle infinite possibilità che questo oste generoso ci ha donato, abbiamo il dovere di ridargli ciò che abbiamo preso e abbiamo anche il dovere di proteggere il futuro nostro e delle nuove generazioni.

Ecco perché per queste missioni, che si compiono un passo alla volta, è necessaria una strategia

Quella di Volvo Trucks è molto chiara e limpida, proprio come l’aria che vorremmo respirare. 

Seppure il trasporto su gomma incida sulle emissioni nocive (solo?) per il 13% del totale, ormai nessuno può più tirarsi indietro; gli obiettivi sono ben definiti e anche dietro l’angolo. Ognuno deve fare la propria parte.

L’ambizione della casa svedese è quella di ridurre del 50% entro il 2030 le emissioni di CO2 provenienti dai suoi camion ed entro il 2040 essere un’azienda completamente Fossil Free

Quella di Volvo, quindi, non è solo una strategia dettata dall’Accordo di Parigi che ha fissato degli obiettivi precisi in termini di abbattimento delle CO2, per riuscire a controllare  l’innalzamento delle temperature che sta raggiungendo livelli critici, è una vera e propria mission aziendale. 

Oltre a lavorare continuamente affinché i suoi mezzi siano il più sostenibili possibili, rendendoli efficienti, a basso impatto climatico e riciclabili nei materiali fino al 90%, segue l’ideologia di una filiera green al 100% dove tutta l’energia impiegata per l’intero ciclo produttivo sia interamente sostenibile.

Le nuove soluzioni contribuiscono, inoltre, a migliorare la produttività delle operazioni logistiche dei suoi clienti, proprio perché i nuovi mezzi non rinunciano alle prestazioni che da sempre sono vessillo di Volvo, insieme a comfort e sicurezza.

Viaggeremo in una nuova dimensione, che raccoglie il buono delle vecchie generazioni, ne fa valore imprescindibile e ci conduce alla ricerca di quella che sembrava terreno impossibile per il trasporto.

La compatibilità con la sostenibilità ambientale e l’economia circolare.

Del resto, Volvo ci crede da molto tempo prima che arrivasse l’emergenza.

Con i primi veicoli industriali a emissioni ridotte degli anni ‘70 e i prototipi elettrici e a bio-diesel degli anni ‘90, ha dimostrato di cercare sempre un nuovo modo per fare ciò che amiamo di lei: i suoi veicoli.

Veicoli che fanno parte di una strategia che prevede un avvicinamento progressivo verso una mobilità sempre più elettrica e un passaggio verso i biocarburanti per quei trasporti che ancora necessitano delle grandi autonomie del diesel.

Una trama a tre protagonisti, che lavorano insieme affinché si ottenga il successo desiderato: 

Electric, LNG e I-Save.

L’elettromobilità è riservata, per il momento, per chi opera nella raccolta rifiuti, nella distribuzione cittadina e nell’edilizia urbana. 

FE e FL popoleranno le nostre città rendendole più silenziose e più ospitali, riducendo non solo le emissioni nocive, ma anche i decibel.

Un nuovo modo di vivere la città, anche per chi ci lavora.

Fuori dalle mura cittadine, FM, FH E FMX elettrici coprono le distanze per il corto e medio raggio, sfruttando così l’autonomia di 300 Km che sembrano pochi, ma in realtà permettono di coprire il 52% dei trasporti nazionali.

Infatti, questa percentuale di merce viaggia entro i 300 Km giornalieri.

Già dal prossimo anno si potrà trasformare la metà del trasporto e condurlo a emissioni zero

Per chi invece ha ancora la necessità di ampie autonomie, come il lungo raggio o i trasporti molto pesanti, ha due possibilità.

LNG su FM e FH 420 e 460 cv che garantisce alte prestazioni e basse emissioni, con un grande risparmio di carburante, dove la tecnologia a Gas Naturale Liquefatto permette di soddisfare le esigenze di chi vuole separarsi dal diesel, senza rinunciare alle prestazioni. Con il vantaggio di ridurre del 20% le emissioni, percentuale che arriva al 100% se si scelgono i biocarburanti. 

Una scelta vantaggiosa per tutti.

I-Save, disponibile su FH 420 e 460 cv è invece la possibilità di rimanere sul gasolio, usufruendo di un risparmio fino al 10% sul carburante.

Il nuovo sistema permette di recuperare energia attraverso il Turbo Compound e sfruttare al meglio ogni cambiata grazie a un software avanzato di gestione del cambio.

Ora non abbiamo più scuse, tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per proteggere ciò che verrà.

Volvo Trucks ci ha messo a disposizione tutti gli strumenti necessari per fare una scelta e, a prescindere da quale veicolo decideremo di acquistare, quale soddisferà al meglio le nostre esigenze, la scelta di fondo rimane solo una: muovere il passo verso la sostenibilità.

La pandemia ci ha fatto sperimentare il potere dell’assenza, ora il nostro compito è farne tesoro per fare in modo che la grande assenza non arrivi: quella del nostro pianeta.