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Trazione integrale nei camion: cos'è e a cosa serve

Soluzione tecnica fondamentale per chi lavora ogni giorno in condizioni difficili, lontano dall’asfalto perfetto di autostrade e tangenziali, la trazione integrale nei camion permette a un mezzo pesante di mantenere aderenza e capacità di avanzamento anche su fondi sconnessi, fangosi, innevati o in forte pendenza, dove un normale camion stradale rischierebbe di fermarsi. Per chi opera in cava, in cantiere, nei boschi, in montagna o nelle attività di soccorso e protezione civile, il camion a trazione integrale non è una scelta accessoria, ma uno strumento di lavoro che garantisce sicurezza, efficienza e continuità operativa. Il Vocabolario del Camionista di Volvo Trucks ti accompagna alla scoperta di questi veicoli versatili, raccontando come funzionano e in quali contesti esprimono al meglio il loro potenziale.

Etimologia del termine e significato delle sigle

Il termine “trazione” deriva dal latino trahĕre, “tirare, trascinare”, e in ambito tecnico indica il trasferimento della coppia motrice alle ruote, cioè il modo in cui il veicolo “scarica a terra” la forza necessaria per muoversi. Nel settore dei camion si utilizza spesso una notazione sintetica del tipo 4x4 o 6x6: è una convenzione utile per comprendere rapidamente la configurazione generale del veicolo e la distribuzione della motricità. In questa notazione, il primo numero descrive l’architettura complessiva - legata al numero di assi e alle posizioni ruota -, mentre il secondo indica quante di queste posizioni risultano effettivamente motrici. Nei camion, dove sono frequenti ruote gemellate e configurazioni a più assi, contare le gomme può trarre in inganno: per capire la motricità reale è più utile sapere quanti assi sono motrici e come il sistema distribuisce la coppia quando il fondo è scivoloso o irregolare.

Cos’è la trazione integrale nei mezzi pesanti

Nei camion, la trazione integrale indica un sistema di trasmissione capace di portare potenza a più assi, includendo l’asse anteriore quando previsto dalla configurazione. L’obiettivo non è soltanto “spingere con più ruote”, ma aumentare la capacità del veicolo di mantenere motricità quando il terreno non consente un’aderenza uniforme. A livello meccanico, la ripartizione della coppia avviene attraverso organi come differenziali e sistemi di ripartizione; in molte applicazioni sono presenti anche rapporti ridotti e dispositivi di bloccaggio, utili per migliorare la trazione quando una o più ruote tendono a perdere aderenza. In questo contesto, parlare solo di “4x4” è spesso limitante: nei mezzi pesanti esistono configurazioni a 3, 4 o 5 assi che rispondono a esigenze di carico, stabilità e motricità più complesse.

Oltre il camion 4x4: 6x6 e veicoli multi-asse

Nel segmento cava-cantiere e negli impieghi gravosi, le configurazioni multi-asse permettono di conciliare portata e capacità di avanzamento. Un camion 6x6 a trazione integrale, ad esempio, estende la logica del 4x4 a un telaio a tre assi: la motricità coinvolge anche l’asse anteriore, con un contributo importante quando il fondo è cedevole o quando le pendenze richiedono spunto e continuità di trazione. Queste architetture non nascono solo per “fare più fuoristrada”, ma per gestire carichi e manovre in ambienti operativi reali: la distribuzione del peso, l’appoggio a terra e la disponibilità di trazione su più assi riducono la probabilità di perdita di aderenza e aumentano la capacità di procedere con regolarità, anche quando la superficie cambia improvvisamente da compatta a scivolosa o disomogenea.

Trazione sull’assale anteriore: perché 8x6 e 10x6 non sono soluzioni integrali pure

Accanto ai camion a trazione integrale su tutti gli assi (come 4x4 o 6x6), esistono configurazioni intermedie come 8x6 o 10x6, scelte per bilanciare capacità di carico e motricità. In questi casi non tutti gli assi sono motrici, quindi non si parla di trazione integrale nel senso più rigoroso del termine. Operativamente, però, queste soluzioni vengono spesso considerate “integrali” perché aggiungono un elemento determinante: la trazione sull’assale anteriore.

La funzione, infatti, è proprio quella di aumentare la trazione utilizzando anche l’asse anteriore quando il fondo è irregolare o a bassa aderenza. In situazioni come rampe di cava o cantiere con materiale sciolto, piazzali fangosi e ripartenze a bassa velocità con carico, la motricità sull’anteriore contribuisce a mantenere continuità di avanzamento e a ridurre lo slittamento, migliorando anche stabilità e controllo alla guida.

Curiosità

Personalizzazioni e allestimenti dei camion con trazione su più assi

I camion con trazione su più assi non si distinguono solo per la trasmissione, ma anche per gli allestimenti che ne determinano l’efficacia sul campo. Sono comuni cassoni ribaltabili rinforzati, scarrabili, gru caricatrici, vasche per inerti, moduli antincendio, serbatoi e configurazioni da officina mobile su telaio. In molti casi vengono adottate protezioni sottoscocca e componenti rinforzati per resistere a urti, torsioni e sollecitazioni tipiche di cave, boschi e cantieri.

Anche gli pneumatici incidono in modo diretto sulle prestazioni: la scelta di mescole e disegni adatti allo sterrato, unita a una corretta gestione della pressione, contribuisce a massimizzare l’aderenza e a contenere l’usura. L’illuminazione ausiliaria è un’altra area frequente di personalizzazione: fari supplementari e barre LED migliorano la visibilità in condizioni notturne o in scenari privi di illuminazione pubblica, aumentando la sicurezza durante le operazioni e le manovre e gli interventi in condizioni spesso proibitive.

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