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La sostenibilità per Monge viaggia anche su un Volvo a LNG

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Per la più importante realtà italiana nel settore del pet food, la sostenibilità è un pilastro imprescindibile della strategia aziendale.
Per la più importante realtà italiana nel settore del pet food, la sostenibilità è un pilastro imprescindibile della strategia aziendale.
La sostenibilità per Monge si traduce in scelte e iniziative concrete, a partire dallo stabilimento di Monasterolo di Sevigliano, in provincia di Cuneo, nel quale si produce circa l’80% dell’energia utilizzata.

Monge è nata nel 1963 come costola della società agricola di proprietà della famiglia, per riutilizzare i sottoprodotti della macellazione. Un’economia circolare ante litteram, quindi, che ha segnato l’inizio di una storia dallo sviluppo sorprendente: 500 dipendenti e 12 mila clienti su 93 mercati, oltre all’Asia.

La sostenibilità per Monge si traduce in scelte e iniziative concrete, a partire dallo stabilimento di Monasterolo di Sevigliano, in provincia di Cuneo, nel quale si produce circa l’80% dell’energia utilizzata.  
“Disponiamo di 2 megawatt di produzione fotovoltaica, abbiamo un cogeneratore e un turbogas”, spiega Domenico Monge, AD dell’azienda. “Ma ogni assetto dell’azienda è votato a uno sviluppo sostenibile. Per esempio, abbiamo deciso di produrre a Monasterolo anche le lattine sterilizzate (vaschette e bustine), per evitare di trasportare aria. Ne usiamo circa 1 milione al giorno: con questa attività abbiamo recuperato 2700 carichi”.

Il centro logistico di Monge ruota intorno a un magazzino automatico di 43 mila pallet e una zona di picking di 6000 mq, da cui partono i prodotti per la distribuzione direttamente ai negozi e punti vendita. Nel 2020 da Monasterolo sono partite circa 260 mila tonnellate di prodotto, con una circolazione di 100/150 autocarri al giorno tra ingresso e uscita. 

Il 70% dei trasporti è affidato ad aziende logistiche che arrivano a caricare dall’estero, ma il Gruppo possiede anche, attraverso Monge Logistica, una piccola flotta di 50 veicoli autorizzati al trasporto refrigerato dei sottoprodotti di origine animale recuperati dalle macellerie bovine della zona. Per evitare trasporti a vuoto, i mezzi caricano anche il 30% circa del prodotto finito. Ma operano solo sul medio raggio, arrivando al massimo fino a Roma.

“La scelta di inserire un veicolo a LNG era quasi naturale”, continua Domenico Monge. “Innanzi tutto, abbiamo un buon feeling con il gas in generale: nel nostro stabilimento abbiamo 100 carrelli elevatori di cui 58 alimentati a gpl. In più, ci incuriosiva il veicolo a LNG di Volvo Trucks, proprio per la sua tecnologia con motore diesel, che permette di evitare i problemi delle candele tipici dei motori a Ciclo Otto”.

Anche se la principale spinta all’acquisto è legata alle basse emissioni e al minore impatto ambientale dei trasporti, i dati relativi all’utilizzo confermano anche una significativa riduzione dei costi: su 131mila km percorsi, il costo annuo (sommando gasolio e metano) è stato pari a 0,19 euro al km, contro 0,31 euro al km dei veicoli diesel. Un delta di 12 centesimi di euro al km che, moltiplicato per i km percorsi, porta a una differenza complessiva pari a circa 15 mila euro.

Anche la manutenzione ha confermato le aspettative, il veicolo dopo un anno di utilizzo non ha avuto bisogno di nessun intervento.

“Non abbiamo mai avuto problemi di rifornimento, la rete di distributori soprattutto nel Nord Italia è davvero capillare. Non abbiamo dovuto adeguare i percorsi o le attività, quindi non esistono vincoli o limitazioni oggettive all’inserimento di altri veicoli a LNG nella nostra flotta. Nell’ultimo anno ci siamo concentrati sulla messa in funzione della nuova piattaforma logistica, che ci ha permesso di consegnare il 27% in più di volumi, recuperando oltre il 35% di efficienza. Ma tornerò sicuramente a breve sull’idea di acquistare altri mezzi a gas liquido di Volvo Trucks”, conclude Domenico Monge.

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